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20
Mar
09

Giornata Mondiale dell’Acqua – iniziative a Palermo

In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, istituita dall’ONU alla Conferenza di Rio de Janeiro del 1992, il Forum Sociale “Acqua” della provincia di Palermo organizza la Festa dell’acqua “Un’Onda di diritti” rivolta alle scuole palermitane, agli studenti e a tutti gli abitanti della città.
Obiettivo della giornata è la sensibilizzazione sull’importanza dell’acqua come risorsa da preservare, bene comune e diritto di tutti.

Ideata dal Forum Sociale “Acqua” della Provincia di Palermo
Organizzata da: Legambiente, CGIL, Arci, Liberacqua, LVIA, Al Janub, CISS, Oliver, Agesci
e la collaborazione di: UDU Palermo, ASC Sicilia

PROGRAMMA DELLA GIORNATA:

Costruiamo un Onda di diritti: pitture, disegni, scritti, bozze su tela da realizzare sul posto

Mattina:
- Stand informativi
con le scuole ma aperti a tutti:
- mostra-laboratorio “Il Ciclo dell’Acqua”
- proiezione del cartone animato “L’uomo che piantava gli alberi” di Jean Giono
- in piazza: laboratori e giochi
- gioco di ruolo rivolto a studenti e studentesse, passanti, giovani, adulti e anziani
- lettura disegnata “Ventimila leghe sotto i mari”

Pomeriggio:
- Stand informativi
- 15.00 laboratori e giochi per bambini e ragazzi
- 16.30 lettura disegnata “Ventimila leghe sotto i mari”
- 17.00 Incontro moderato da Tano Gullo con Giannopolo-Avanti-Giuseppe Rossi (idrologo Università di Ct) presso Palazzo Jung Via Lincoln 17
- 17.30 gioco di ruolo rivolto a studenti e studentesse, passanti, giovani, adulti e anziani
- 18.00 Concerto: “Onde sonore” dei Pocket Radio 3(Tre)sshh: inaspettate sperimentazioni musicali, alla scoperta delle potenzialità sonore dell’acqua.
- 18.30 Incontro – dibattito con i cittadini
- 21.00 Concerto “Om” gruppo palermitano che sperimenta nuove forme di linguaggio utilizzando spagnolo, inglese, francese, a volte in modo sgrammaticato, per dare vita a personaggi comuni; “Gente Strana Posse” e Zen It Posse, gruppi palermitani che raccontano la vita della strada e la società.

03
Mag
08

Interviste ai migranti: storie di vita a confronto.

Un mese passato tra i mercati storici di Ballaro, il Capo e il centro di Santa Chiara.
L’obiettivo: somministrare 270 interviste a 4 differenti comunità (Marocco, Ghana, Filippine e Bangladesh), commissionato dall’Abi (associazione delle banche italiane) al CeSpi(centro studi politica internazionale) e di conseguenza affidata al Ciss sul territorio palermitano. I questionari vogliono indagare sul rapporto tra i migranti e i servizi bancari e postali, per migliorarne l’accesso e creare servizi ad hoc.
Fin qui il nostro lavoro, 5 giovani universitari.
E’ stato abbastanza spontaneo calarsi a pieno nella realtà dei migranti a Palermo, attraverso i racconti reciproci di esperienze, viaggi e problematiche di vita quotidiana.
Non è facile lavorare con i migranti,a volte perchè sei bianca, a volte perchè sei femmina.
Ma poi dopo qualche giorno passato a studiarci in modo reciproco succede qualcosa. Forse perchè hai conosciuto le persone giuste, forse perchè anche noi abbiamo i ritmi lenti di chi è del sud, forse perchè non abbiamo mai detto di no ad un bicchiere di birra o ad una festa, compresa quella della fine del Ramadam.
E cosi succede che l’intervista diventa un pretesto per conoscerci e una volta terminata c’è sempre il tempo di scambiarci quattro chiacchiere, storie di vita e di esperienze diverse. Capita che incontri dei ghanesi che hanno il passaporto della Liberia, qualcuno che ha le carte di credito olandesi ed è qui per vacanza, chi è arrivato da qualche giorno a Palermo dopo un viaggio di tre anni dal Bangladesh a piedi o con mezzi di fortuna.
Le comunità sono molto diverse tra di loro per religione e cultura.
Per esempio i ghanesi abitano e lavorano soprattutto a Ballarò, sono commercianti, ma hanno anche parruccherie sia per uomini che per donne, locali dove si balla reggae e piccoli ristorantini. Una parte della comunità è musulmana, un’altra parte cattolica. Santa Chiara è un punto di riferimento molto forte.
Molti marocchini sono “illegali” entrati con il visto turistico e rimasti a Palermo o venuti dopo la scadenza dei documenti a causa dei controlli che qui sembrano fare poca paura, rispetto al nord Italia o ad altri Stati. Molti vorrebbero ritornare nel loro paese, ma è un disonore se non hai il permesso di soggiorno, anche se hai lavorato e adesso puoi comprarti una casa. Molti abitano nei dintorni della stazione, dove ci sono anche diversi punti commerciali: macelleria, kebab, market dove si possono incontrare anche persone musulmane di altre comunità.
Tra le bancarelle del Capo e in via Maqueda invece lavorano i bangladesi per lo più commercianti: dai negozietti di cose etniche ai market e alle macellerie, alle videoteche. In quei giorni in Bangladesh c’era stato un tifone e la preoccupazione era tangibile per parenti e amici.
Tutti hanno le idee molto chiare su cosa non và in Italia sulle politiche migratorie, anche perchè hanno contatti in diverse parti del mondo e conoscono le diverse realtà europee e americane.
Chi rimane a Palermo lo fà per i motivi più disparati: dal clima simile al paese che si è lasciato, alla presenza di famigliari o parenti, in moltissimi casi per il costo della vita e degli affitti.
Con il passare dei giorni non pensi più al politicamente corretto, all’uso della parola immigrato o migrante, nero o di colore adesso li puoi chiamare per nome. E più ci si conosce più ci si rende conto di parlare delle stesse cose. I problemi degli studenti fuori sede e quelli dei migranti si sovrappongono perfettamente: i padroni di casa desaparacidos quando si rompe qualcosa (il classico scaldabagno!) ma puntualissimi per bollette e affitto.
Anche la percezione della città è la stessa: sentirsi guardati in modo strano sull’autobus è un male comune: qualcuno perchè è nero, o perchè ha le treccine, qualcun’altra perchè ha una gonna lunga e colorata.

Giovanna Messina




 

Novembre: 2009
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